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Cu_cina a Monti chiude, dopo Romeo un altro caso: la crisi dei format gourmet a Roma. La notizia corre veloce: Cu_cina è in vendita. Il ristorante messo in piedi nel 2017 dalla talentuosa e giovanissima Stella Shi starebbe quindi per chiudere. Non c’è ancora ufficialità, ma sono in corso trattative per cedere il locale di via Salita del Grillo, a Monti. Una notizia ferale, perché Cu_cina è uno dei migliori ristoranti di Roma e Stella una delle chef più promettenti, con la sua capacità di ibridare la cucina romana con piatti e ingredienti di origine orientale.

Eppure, in attesa di saperne di più e di capire i motivi, non si può trattare questo caso come un caso singolo. Perché da tempo a Roma, e non solo, è in atto una crisi profonda: quella che riguarda i ristoranti gourmet,  con un cucina di grande qualità, ambizioni stellari e costi egualmente alle stelle. La clientela è scarsa, i pochi che ci vanno apprezzano molto, ma non bastano a far tornare i conti. Basta fare una rapida panoramica per capire che,  sotto grandi sempreverdi come La Pergola o Per Me, altri arranchino e chiudano. E’ stato il caso, recentissimo, di Romeo e Giulietta, il ristorante gourmet di Cristina Bowerman, opera faraonica a Testaccio che ha ceduto di schianto di fronte agli alti costi e bassi profitti (chiusi anche Frigo e Cups a Testaccio). Stessa sorte per Perpetual, la bellissima “astronave” di via Labicana che ha dovuto cambiare formula, visto che i prezzi altissimi avevano scoraggiato molti clienti. Poi c’è il caso di Epiro, che da ristorante di grandi ambizioni si è trasformato in un’azzeccatissima formula bistrot, lasciando ai gemelli di Nizza la parte gourmet. E ancora Stazione di Posta, che scontava un contesto,  il pratone popolare di Testaccio, poco congruo. Ha cambiato abito e chef in un battibaleno anche Stile Libero, con Max Mariola, diventato Sinatra. Ed è durata meno di un anno l’avventura del San Giorgio, il ristorante di Andrea Viola, che ha annunciato il trasferimento dalla sede di viale del Vignola. Da Penna D’Oca si è allontanato da non molto anche lo chef Massimiliano Valente. Voci di difficoltà anche per il Simposio e non sono certo pieni ristoranti di enorme qualità come Metamorfosi o lo spin off di Pianostrada Pianoalto.  Marzapane è rimasto invece gourmet, anche dopo l’addio della chef Alba Esteve Ruiz. 

Insomma, un’ecatombe o quasi. C’è da interrogarsi su cosa non funzioni. Se il problema sia Roma (con la sua eterna decadenza) e i romani, cioè se non ci sia una clientela sufficientemente matura per apprezzare e frequentare ristoranti così impegnativi, per cucina e prezzi. O se la gente si sia stufata di questi format e voglia sperimentare qualcosa di diverso.

Articolo online di “Puntarella”

E la capacità di ottimizzare la gestione economica dove la mettiamo ?


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